DAGHESTAN

Un Paese con ben 14 differenti lingue riconosciute dalla Costituzione! Un mosaico di popoli, usi e tradizioni che piacerà molto al nostro viaggiatore.

Repubblica del DAGHESTAN

Canyon Sulak - foto di Luca PingitoreLuca Pingitore

Canyon Sulak - foto di Luca Pingitore

Territorio e informazioni essenziali

E' grande quanto Sicilia e Sardegna messe insieme (poco più di 50mila km2).
Il territorio è estremamente variegato - si va dalle basse steppe del nord, al litorale del Caspio, alle alte montagne del Caucaso a sud. Gli abitanti sono più di 3 milioni per una densità di 61 persone a km2. La Capitale, Makhachkalà (lat: 43°03', long: 46°54' Est), conta circa 600 mila abitanti. Derbent, la città più antica del Daghestan e più a sud della Federazione, conta poco più di 120mila abitanti). Fuso orario di Mosca UTC+3:00. Lingua ufficiale - russo. Lingue riconosciute: avaro, kumik, agul, azero, darghino, lakzi, lezghin, ceceno, nogai, rutulo, tabasarai, tati, zakuro.

Video di presentazione

Popolazione

I motivi per cui qui si concentrano così tante etnie differenti probabilmente dipendono dal fatto che la posizione geofrafica è sempre stata un crocevia per le vie terrestri tra est/ovest e nord/sud, al tempo stesso le valli tra le montagne hanno funzionato da separatori naturali per cui ogni popolo ha potuto conservare a lungo le proprie peculiarità. Come una libreria separa i libri negli scaffali, così il Caucaso ha conservato i vari popoli tra le sue valli. Fatto sta che la composizione etnica al censimento del 2010 era la seguente: avari 26.9%, darghizi 18.7%, kumiki 15.7%, lezghini 15.1%, lakzi 5.7%, azeri 4.1%, tabasarani 3.8%, russi 3.3%, ceceni-akkinzi 3%, nogaj 1.3%, aguli 0.9%, rutulzi 0.9%, zahuri 0.3%, armeni 0.2%, tatari 0.1%, ebrei delle montagne, ucraini e tati <0.1%. Molti di questi popoli sono autoctoni, altri stanziati qui in seguito alle orde turcomanne o mongole, altri addirittura imparentati con i persiani. La lingua ufficiale e veicolare per tutti è il russo le lingue originali vengono parlate soprautto nei villaggi ed hanno uso simile a quello dei nostri dialetti anche se le differenze tra loro possono essere a volte molto marcate.

Clima

Ci sono varie zone climatiche che vanno dalla bassa steppa del nord (43% del territorio) alle alte montagne del sud (40%). Le temperature medie variano quindi molto a secondo della zona. A gennaio andiamo dai +4°C di media sotto i 200m ai -11°C sopra i mille metri. A luglio dai +30°C ai +8°C. Anche le precipitazioni medie variano di conseguenza: dai 200 agli 800 mm a seconda della zona.

Storia

Ricostruire la storia del Daghestan richiederebbe un intero trattato. Riassumendo brevemente diciamo che la storia antica gira tutta intorno a Derbent, chiamata già da Erodoto 'La porta del Caspio'. Per il controllo di questo punto chiave si scontrarono Sciti, Sarmati, Alani, Unni, Kazari e quant'altri. Qui si scontrarono anche Romani e Parti prima e Bizantini e Persiani poi per questo che divenne uno dei principali passaggi della 'via della seta'. Tra il XIII e il XIV secolo l'intero territorio venne occupato dall'Orda d'Oro mongola e sotto Tamerlano ne venne completata l'islamizzazione. In seguito ci fu il passaggio all'impero Ottomano ed iniziò la lotta con l'Impero Russo per il controllo del Caucaso. Nel 1722 Pietro il Grande riuscì ad impadronirsi di Derbent ma in seguito la contesa passò ad essere con i Persiani e solo con Ekaterina II questi riconobbero il territorio ai russi. Già nell'800 tuttavia iniziarono a manifestarsi movimenti di opposizione islamista che resero il controllo del territorio molto difficile, soprauttto le zone montuose. Nel 1917 venne istuita dal regime sovietico appena costituito la Rep. Soc. Sov. autonoma del Daghestan. Autonomia conservata con il passaggio alla Federazione Russa. Già nel 1996 tuttavia iniziarono atti terroristici dell'opposizione integralista islamica che sfociarono in una vera e propria guerriglia che vide anche la partecipazione dei vicini separatisti ceceni. Oggi la situazione sembra sotto controllo ma i rischi di infiltrazioni islamiste integraliste nel Caucaso rimangono ancora latenti.

Ordinamento

Secondo quanto esplicitamente scritto nella Costituzione, le lingue ufficiali della Repubblica sono il russo e tutte quelle che si parlano in Daghestan. Al tempo stesso, essendo quelle scritte, oltre al russo, 'solamente' 13, le lingue ufficialmente riconosciute sono di fatto: avaro, kumik, agul, azero, darghino, lakzi, lezghin, ceceno, nogai, rutulo, tabasarai, tati, zakuro. Da notare che alcune di queste, come il tati, pur se riconosciute, sono parlate da una minoranza millesimale della popolazione. 'Riconosciute' in questo caso non significa che i cartelli stradali siano scritti nelle varie lingue, i documenti all'anagrafe si possano ritirare nella lingua preferita o nelle scuole si inegnino con corsi regolari (anche se di solito non obbligatori) come visto in altre Repubbliche, significa tuttavia che sono considerate patrimonio comune degno di essere custodito.

Economia

L'economia è ancora a livelli inferiori rispetto a quelli delle reali potenzialità che avrebbe la regione. La posizione geografica è un crocevia, il porto di Makhachkalà è l'unico della Federazione nel Caspio che non gela in inverno, risorse pertrolifere e di gas naturale sono presenti e non indifferenti, tuttavia gli indici economici non sono ancora buoni. Note positive arrivano dalle centrali idroelettriche, gli allevamenti di ovini e dal 'Mascinostraitelni Kompleks' - un complesso di una trentina di fabbriche di produzioni meccanica. Caratteristiche sono le produzioni orafe e artigiane in alcuni villaggi di montagna. Il settore vitivinicolo è ben sviluppato e permette la produzione del famoso cognac daghestano che trova considerevole mercato in tutta la Russia. Il turismo avrebbe un potenziale enorme ma gli stessi russi hanno ancora poca confidenza e fiducia nelle condizioni di sicurezza della regione che fino a pochi anni fa è stata teatro di feroci attentati messi in atto da forze separatiste fortemente connotate dall'integralismo islamico. Oggi la situazione è tranquilla ma i frequenti controlli di polizia danno la sgradevole impressione di uno stato di coprifuoco anche se in realtà la gente è molto ospitale con il visitatore.

Curiosità

• La lingua tabasarai ha più di quaranta declinazioni ed è stata definita la lingua più difficile al mondo da imparare, mentre l'avaro ha tutta una serie di lettere assolutamente impronunciabili per un occidentale.
• I daghestani sono noti per essere grandi gesticolatori. La pratica probabilmente è dovuta alla grande diversità linguistica che fin dai tempi antichi ha costretto ad una lingua veicolare universale.
• Le varie nazionalità, oltre ad una propria lingua, conservano anche tradizioni e specializazzioni professionali tipiche. Ad esempio i kumiki sono specializzati nei trasporti (auto, taxi, camion), i lakzi nel commercio e i kubacinzi (su etnia darghiza del villaggio kubac) sono famosi per l'artigianato e l'arte orafa.
• Il canyon di Sulak è più profondo del Grand Canyon
• In Daghestan c'è la duna di sabbia più grande di tutta Eurasia
Derbent è la città più a sud della Federazione e una delle più antiche insieme a Kerch e Sebastopoli. La sua fortezza è patrimonio dell'UNESCO ed è stata definita la città più tollerante al mondo.
• Piatti tipici: Chudu (sorta di focaccia molto sottile di solito con carne o verdure) e Khinkali (tipo di ravioli che a seconda dell'etnia che li prepara cambiano forma, consistenza e sostanza). Nel villaggio di Ansalta fanno una specie di nutella.
[Consulenza: Luca Pingitore di Italia-Caucaso]

QUIZ

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Pixabay CC0

Sapresti individuare il Daghestan

sulla carta geografica?

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